Sparatoria fatale ad Arezzo

Malvivente morto ad Arezzo, ricercati i complici

Il proprietario della villetta sotto indagine dopo gli spari intimidatori contro i ladri.

Malvivente morto ad Arezzo, ricercati i complici

Due complici sono ancora in fuga, mentre le forze dell’ordine sono sulle loro tracce. Cristea Arben, 46enne di origine albanese, residente nel Lazio e già noto alle autorità, ha riportato una ferita mortale a causa dell’impatto violento contro un paletto della recinzione anti-cinghiali sul retro della villa. Non ha avuto scampo a causa dello shock emorragico provocato dalla recisione dell’arteria femorale.

Una notte di furti

Questa tragedia segna la fine di una notte di terrore nella località Policiano a Gorello, nel cuore della Valdichiana, dove una banda di tre malviventi ha messo a segno diversi furti, accumulando un bottino significativo tra argenteria e gioielli.

Il tentativo di furto

Il suono dell’antifurto di una delle villette attira l’attenzione; uno dei proprietari, assente per cena, ha un fratello che vive accanto e si reca a controllare. Si tratta di un avvocato 76enne del foro aretino, che rientra in casa, prende una pistola regolarmente denunciata e, uscendo nuovamente, spara due colpi in aria a scopo intimidatorio, prima di contattare il 112.

I ladri, spaventati, tentano di fuggire; durante la fuga, uno di loro si ferisce mortalmente, trasformando l’episodio in un caso di rilevanza politica.

Le reazioni della politica

“È un peccato, ma la difesa è sempre legittima”, commenta su X il vice-presidente del Consiglio, Matteo Salvini. Aggiunge: “Ora indagheranno per omicidio volontario chi ha installato la recinzione, o manderanno a processo il proprietario di casa che ha sparato per omicidio preterintenzionale. Serve una rimodulazione immediata delle leggi.” A sostegno, si esprime anche Roberto Vannacci, ex sodale di Salvini e fondatore del partito Futuro Nazionale.